SANTA MARIA MADDALENA E IL DIPINTO DEL DOTTORI
L’edificio che caratterizza maggiormente il centro storico di Tuoro, la sua silhouette, è la chiesa di Santa Maria Maddalena, santa patrona del paese, che viene festeggiata dai toreggiani il 22 Luglio.
Chiesa parrocchiale della comunità di Tuoro dal XV° sec, l’edificio attuale è in realtà frutto della ricostruzione nella seconda metà del XIX° sec della precedente chiesa, più modesta e piccola.
La chiesa, che imita nello stile il vicino Santuario di Mongiovino, è caratterizzata da una pianta a tre navate: le due laterali hanno coperture a volte, mentre la centrale presenta una cupola alta 20 metri, poggiante su 4 grandi pilastri.
I lavori di costruzione compresero il periodo 1865-1898, con numerose interruzioni dovute alla carenza di fondi e di maestranze specializzate. L’artefice principale fu il parroco Don Ottavio Cerboni che solertemente spinse la popolazione, le autorità locali e il vescovo Pecci, futuro papa Leone XIII, al completamento dell’opera.
All’interno sono presenti presso l’abside tre vetrate colorate e una magnifica pittura a tempera del pittore futurista Gerardo Dottori, rappresentante la Conversione della Maddalena (1949).
Il paese di Tuoro non è sempre stato ubicato nella posizione in cui attualmente si trova. Originariamente era un insediamento situato più in alto, verso monte Castelluccio, attorno alla chiesa parrocchiale di Santa Agata, ed era denominato Tuori.
Il centro abitato, che contava circa 100 famiglie, subì gravi devastazioni nel XIV° sec per mano degli uomini guidati da Piersaccone Tarlati, detto il Cinghiale dell’Appennino, e in seguito dai fuoriusciti di Perugia.
A questo si aggiunse la modifica della viabilità locale e degli interessi economici – focalizzati verso la valle – che convinse la popolazione ad edificare il nuovo paese attorno alla piccola chiesa di Santa Maria Maddalena, situata 2 km a Sud di Santa Agata.
Nel XV° sec la chiesa di Santa Maria Maddalena divenne quindi chiesa parrocchiale, a discapito di Santa Agata. I documenti storici testimoniano soprattutto la assidua cura delle anime, oltre che la oculata gestione economica.
Nel 1491, Santa Maria Maddalena ottenne il fonte battesimale con un censo annuale di due paia di capponi da versare alla mensa vescovile. I documenti storici relativi alla nuova chiesa indicano una buona dose di attività che gravita attorno al nuovo centro religioso del villaggio.
Nel 1578 ci fu la visita pastorale del vescovo Bossi e nel 1593 il vescovo Gomitoli pose venti domande ai parroci della zona per conoscere lo stato di ogni parrocchia. Le risposte sulla chiesa di Tuoro furono incoraggianti: Santa Maria Maddalena risultava essere ben curata ed era pievania (il territorio su cui il prete esercitava il suo ministero).
I primi restauri sono datati 1803, ma nel 1866 i capifamiglia toreggiani si recarono dal vescovo Pecci, futuro papa Leone XIII, presentando una mozione a seguito dell’esigenza di ricostruire la chiesa. Il vescovo approvò e dette dei suggerimenti sull’opera, che vennero seguiti, e i lavori furono affidati all’architetto Giovanni Santini e alla sua morte nel 1868 a Gioacchino Brunori che rispettò fedelmente i progetti del suo predecessore.
Nel 1888 la chiesa si può dire ultimata e da Firenze arrivarono tre altari composti da Cesare Corsi. Nel 1949 l’abside della chiesa di Santa Maria Maddalena fu decorata dal maestro futurista perugino Gerardo Dottori. La scena immortala la Conversione di Maddalena mentre il Cristo istruisce seduto al tavolo di Simone il Fariseo e alle loro spalle domina il Trasimeno.
Negli anni più recenti sono stati posti in opera il rosone della facciata e le tre vetrate dell’abside, raffiguranti la Trilogia della luce: il loro stile riprende dal sovrastante dipinto del Dottori i colori, il tratto e la tematica lacustre. Varie statue, quadri e opere religiose sono sparse lungo le pareti della chiesa.
IL DIPINTO DI GERARDO DOTTORI
Nel 1948/49 il pittore futurista Gerardo Dottori ricevette la commissione di dipingere il catino absidale della Chiesa di Santa Maria Maddalena. L’opera fu eseguita con l’ausilio di Adelmo Mirabelli ed è un dipinto a tempera che copre ca 84 mq raffigurante la conversione di Santa Maria Maddalena, così come raccontata nel Vangelo di Luca. La Santa sta asciugando i piedi di Gesù, bagnati dalle sue lacrime di pentimento, con i propri capelli, mentre Cristo predica ai presenti, che si mostrano più o meno interessati alle sue parole. Sullo sfondo il Lago Trasimeno e le sue isole, oltre chè le colline che lo attorniano.
La pittura murale del Dottori è una tempera applicata con la tecnica del pointillisme, cioè mediante l’esecuzione di piccoli punti di colore accostati tra loro. Nel trattamento dello sfondo (colline e lago) e delle linee, nei colori e nella loro gradazione si vede l’influenza del futurismo. La scena denota il caratteristico vedutismo panoramico di Dottori, dato che la parte raffigurata in primo piano – il banchetto, la terrazza su cui si svolge e le persone partecipanti – è caratterizzata da colori caldi e vivi, mentre lo sfondo scivola dal rosso delle rocce, al verde delle piante, all’azzurro sempre più sfocato di cielo e lago. Lago Trasimeno che fu, all’epoca, tra i soggetti preferiti dell’Autore. Le fonti di luce sono: per lo sfondo, il cielo al tramonto; per il banchetto, due fiaccole e soprattutto il volto di Gesù e della Maddalena circondati dall’aureola.
La scena rappresenta un banchetto che si tiene a casa di Simone il Fariseo. La tavola imbandita con alcune suppellettili è appoggiata su una terrazza che si affaccia su un paesaggio lacustre al tramonto. Il lago è identificabile con il Lago Trasimeno. Sulla sinistra un tavolino su cui è stato appoggiato cibo e bevande, osservato con attenzione da un cane, accucciato proprio lì sotto. Santa Maria Maddalena è inginocchiata sul pavimento con aria afflitta e sta asciugando con i propri capelli i piedi di Gesù, bagnati dalle lacrime di pentimento che sta versando per i propri peccati commessi. Gesù con animo sereno sta annunciando la Lieta Novella ai presenti. Questi, a seconda del grado di attenzione alle parole del maestro, si dividono in tre gruppi: coloro che prestano silenziosamente ascolto alle parole di Cristo (la giovane coppia a destra e la donna a sinistra, sebbene attorniata da uomini che la distraggono); Simone, il padrone di casa, che interessato, ma forse non persuaso, cerca di interagire con Gesù; coloro che sono disattenti e non prestano orecchio alle parole di Cristo, rappresentati soprattutto dalla coppia di uomini dai volti vecchi e abbrutiti all’estrema sinistra, i quali sono curvi e chiusi in sé stessi.
Proloco Tuoro
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